Gay & Bisex
Affittacamere, 5 sett. Sasha 3
12.06.2025 |
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"È come se chiedesse aiuto a sopportare la penetrazione e io lo abbraccio, lo tiro a me, lo bacio piano affondando le dita dei suoi capelli chiari e nella sua schiena..."
Sasha inizia a voltarsi con un sorriso malizioso.Ha sussurrato quel numero: 69.
Mi aspetto che si getti sul mio cazzo che ha sapientemente segato fino ad ora, invece, senza lasciare la presa, appoggia le sue labbra in mezzo alle mie clavicole e mi schiocca un bacio. Poi scivola verso un capezzolo, me lo bacia, lo lecca piano, più volte, poi lo gratta un po' coi denti. Io stringo ancora il suo pisello in mano, mi scappa un gemito, mentre lui si sposta sull'altro e ripete il trattamento.
La sua lingua guizza sul petto, scende lenta sull'addome mentre il suo corpo si volta. Devo lasciargli il pisello quando arriva all'ombelico e me lo lecca attorno e dentro, facendomi tremare.
Si muove con calma, delicatamente, continuando una lenta sega e io sono come congelato.
La lingua scende ancora, mi lecca il pube, inspira tra i miei peli e arriva alla base del cazzo. Inizia a leccarne la base, poi prende a baciarlo.
Quando arriva alla cappella mi sale a cavalcioni.
Ho una bella visuale del suo pisello a siluro, un po' più piccolo del mio, ma dignitoso, dritto e duro, e della curva delle sue chiappe. Credo faccia palestra, perché ha i glutei tondi e sodi, come due bocce da bowling, e in quella posizione si vede bene il solco e la rosellina che, dai suoi racconti, è stata violata per la prima volta dallo zio, maestro di sesso.
Mi sta coprendo il cazzo di piccoli baci e leccatine. La punta della lingua si ferma sull'uretra, la sento guizzare quasi dentro. Sussulto e tiro il suo pisello verso la mia bocca. Siamo alti quasi uguale, quindi la posizione non è scomoda per quello. Ma da sotto fatico a gestire il suo arnese.
Sento il suo odore. Ha fatto la doccia anche lui, si sente il profumo del bagnoschiuma, ma la sega reciproca ha sviluppato anche quell'odore tipico degli ormoni dell'eccitazione e del precum. Un odore sottile e delicato, non forte come quello di Carlo, ma gradevole, diverso, che credo potrei riconoscere, d'ora in poi, ad occhi chiusi.
La sua lingua percorre tutto il mio pisello, gira attorno alla cappella e infine lo infila in bocca.
Allora smetto di esitare, tiro fuori la lingua, inizio a leccargli l'asta. Lui mugola con il mio pisello in bocca, sul quale sta facendo un lavoro eccellente: non lo ingoia fino alle tonsille, lo succhia, lo lecca, lo assapora, mentre con una mano continua a segarlo.
Per arrivare a lui meglio, istintivamente allungo le mani, gli afferro i glutei e mi sollevo leccandogli le palle.
Lui si stringe di più al mio cazzo e succhia con più forza, segno che gli piace.
Sono preso da una strana frenesia, succhio quelle palle sode e lisce, registro che evidentemente si depila, e, quando lui da una succhiata più forte, do un gemito e mi rituffo sul perineo.
Lui scivola leggermente in avanti e io colgo il sottile suggerimento, o me lo immagino, fatto sta che la mia lingua risale, il mio naso affonda nel solco delle sue chiappe sode, posso sentire l'odore del suo buchetto, su cui il mio naso si strofina. Anche qui è chiaro l'odore del bagnoschiuma, ma anche quello tipico di quella zona misteriosa. L'eccitazione lo ha dilatato leggermente e inumidito di sudore. Sento quell'odore intimo che trovo delizioso e con un ultimo sforzo la mia lingua è sulla rosellina.
Sasha sospira, si sposta ancora per facilitarmi. Ora non riesce più a infilarsi il mio cazzo in bocca, quindi lo succhia di lato, se lo passa sulla faccia, lo lecca dalle palle alla punta.
Non ho mai fatto nulla del genere, ma l'istinto guida la mia bocca a baciare quel buchetto, a soffiarci piano sopra. Ricordo le sensazioni provocate da Carlo e lo lecco. Prima a tutta lingua, più volte, poi girandoci attorno. Infine, prendo coraggio e cerco di insinuarci la lingua dentro. È meno difficile del previsto. Sasha da un gemito di sorpresa quando sente la punta della mia lingua infilarsi dentro di lui. Le sue mani si muovono, si infilano tra le mie gambe, con maestria me le fa sollevare, bloccandole sotto le sue ascelle, le sue mani mi afferrano i glutei, meno sodi dei suoi, ma pur sempre uno dei miei punti di forza, poi tuffa il viso là in mezzo e ricambia il favore.
Questa volta sono io che devo gettare la testa indietro e gemere, mentre la sua lingua mi lecca di piatto il sedere, non solo il solco, tutto: glutei, inguine, palle, cazzo, perineo e infine l'ano.
Lecca insistente, come uno che sa cosa fa, ma che soprattutto ne gode, la sua lingua tortura la mia rosellina, la fa rilassare, la ammorbidisce e poi… la succhia. Do un altro gemito a quella sensazione strana, subito seguita dalla punta della lingua che si infila nel mio buchetto.
Mi riprendo, cerco di ricambiare, ritorno con la lingua tra quelle chiappe, con una mano gliele accarezzo. Mi stacco a guardare e, preso da un raptus, allungo un dito, accarezzo il buchetto. Sento Sasha fermarsi, forse sorpreso. Non protesta e io infilo la falange dell'indice in quel pertugio.
Sento la rosellina cedere subito, per la saliva, il rilassamento del suo proprietario che gode di quel nostro gioco, e dunque spingo ancora. Studio la sensazione delle pareti che cedono, dell'interno caldo e umido del mio amico che si apre sotto quella spinta in un equilibrio strano che sembra respingermi e poi risucchiarmi dentro.
Sasha da un gemito – Oh, cazzo Lory, Si! – mugola, e per sottolineare la cosa si contorce per infilarsi di nuovo il mio cazzo in bocca.
Muovo piano il dito, esplorando quel posto nuovo, cerco di essere delicato e gentile ma non mi pare di percepire resistenza, anzi, forse inconsapevolmente, il mio amico inizia a dondolare il bacino per farsi penetrare di più.
Sento un suo dito sfiorarmi il buchino. La reazione è immediata. Il mio cazzo si ingrossa nelle fauci del mio coinquilino, credo di essere prossimo all'orgasmo.
Lui se ne accorge e improvvisamente libera le mie gambe, scende da me e mi lascia sotto shock.
Solo per un momento, perché me lo ritrovo disteso addosso. Il suo corpo bollente sul mio, il cazzo duro che struscia sul mio, il suo viso d'angelo vicino al mio.
Mi fissa con quegli occhi celesti: - Posso?- chiede. E senza attendere risposta si avvicina e mi bacia. È un bacio casto, ma ormai sono preso dalla situazione. Rispondo estraendo la lingua. Il tutto si fa rovente. Le mie mani corrono sulla sua pelle liscia, accarezzano i muscoli della schiena e delle spalle, godo dei suoi pettorali sodi e del suo addome piatto. Allungo le mani fino al sedere, gli stringo una natica perfetta e lui si stacca, scivola leggermente in avanti, mi sorride con le labbra rosse per il bacio.
La sua mano si allunga dietro, trova il mio cazzo, lo sega un paio di volte e poi se lo porta al culo.
Sgrano gli occhi, capisco le sue intenzioni, sono preso di sprovvista, ma la punta del mio glande sfiora il suo buchino.
- Posso?- chiede di nuovo.
Ma come prima è una domanda retorica. Sento la cappella insinuarsi. Incontra una blanda resistenza, poi supera l'ostacolo. Sasha da un gemito, mentre sento il mio cazzo scivolare lentamente dentro di lui per un tratto.
Lui sospira: - Sei bello grosso!- mugola.
Il sono preso dalle sensazioni, quasi non lo sento, è l'istinto che mi guida, le mie mani scivolano sui suoi fianchi e istintivamente muovo il bacino verso l'alto. Sento il mio cazzo scivolare ancora di più dentro di lui. È una sensazione bellissima sentire il suo interno che mi avvolge, mi stringe, si apre.
Sasha geme di nuovo, cade in avanti, ansima, mi prende la testa dalla nuca, mi tira a sé per baciarmi. È come se chiedesse aiuto a sopportare la penetrazione e io lo abbraccio, lo tiro a me, lo bacio piano affondando le dita dei suoi capelli chiari e nella sua schiena. E inizio a muovermi. Lui resta fermo, geme nella mia bocca, mentre io lo tengo chino su di me e inizio a spingere dentro di lui.
Sono posseduto, le mie anche si muovono da sole. Cerco la posizione, il movimento per sentire di più. Il suo ano si adatta, diventa più morbido, sembra quasi che si bagni e io devo fare movimenti più lunghi per sentire di più.
Con un gemito Sasha si stacca, si mette dritto, e poi si reclina leggermente indietro. Il mio cazzo scivola tutto dentro di lui fino alle palle.
Lo osservo. Non era questa la prima volta che avevo in mente, ma non posso negare che si tratta comunque di uno spettacolo. È bellissimo coi capelli lisci e biondi scompigliati, gli occhi cerulei stralunati, le labbra rosse contratte in una smorfia di piacere, la pelle pallida sudata e quel corpicino scolpito. Capisco che suo zio non abbia resistito, quando lo ha avuto tra le mani.
Sasha geme ancora e comincia a muoversi incontro al mio pisello.
È troppo: - Cazzo, così vengo! - gemo disperato.
Lui spalanca gli occhi, si afferra il cazzo barzotto, annuisce convinto: - Oddio si Lory, ti prego! Vieni, Vieni! Veniamo assieme! -
Vederlo così sconvolto ed eccitato è il colpo di grazia, lo afferro per i fianchi, accelero per quanto posso il ritmo, in quella posizione, sento il mio cazzo pulsare, affondo, osservo la sua mano che si muove convulsa sul suo cazzo, mi inarco, rovescio gli occhi, erutto uno, due tre, quattro getti potenti, tutti dentro di lui.
Non ho ancora finito che sento il suo gemito spezzato e poi qualcosa di caldo coprirmi il petto.
Non ci bado, continuo a muovermi, è come se dovessi svuotarmi tutto. Ci vuole qualche istante perché possa calmarmi.
Quando finalmente rilasso il corpo, Sasha crolla su di me, affonda il viso nella mia spalla e mi da un bacio sul collo: - Cazzo, ma chi sei? Fortuna che sei vergine! - mi sussurra.
Io ridacchio, accarezzandogli la schiena e scivolano nel leggero sonno post orgasmo con una sola domanda: - Si può dire che io non sia più vergine? -
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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